Rime di 'anta'

Trovate 121 rime per anta

anta
atlanta
canta
fanta
franta
franta
manta
panta
pianta
quanta
santa
schianta
smanta
spanta
spanta
spianta
stianta
tanta
vanta
affranta
agguanta
alquanta
ammanta
biscanta
brillanta
cinquanta
compianta
compianta
cotanta
decanta
diamanta
discanta
dismanta
dispianta
espianta
fintanta
impianta
incanta
incanta
infanta
infranta
inguanta
inquanta
mercanta
millanta
novanta
ottanta
pertanta
quaranta
rampanta
reimpianta
riagguanta
ricanta
rifranta
rifranta
rimpianta
rimpianta
rincanta
rinfranta
rinfranta
ripianta
ripianta
rispanta
samanta
sessanta
settanta
sintanta
smillanta
soppianta
strapianta
supplanta
tamanta
trapianta
traspianta
acquasanta
atalanta
capasanta
cappasanta
centottanta
disincanta
imbrillanta
malapianta
mercatanta
nonpertanta
piracanta
portasanta
proteranta
ritrapianta
sacrosanta
terrasanta
tuttasanta
viatanta
centocinquanta
centonovanta
centoquaranta
centosessanta
centosettanta
duecentottanta
ossiacanta
settequaranta
trecentottanta
trentaquaranta
duecentocinquanta
duecentonovanta
duecentoquaranta
duecentosessanta
duecentosettanta
quattrocentottanta
quattroesettanta
trecentocinquanta
trecentonovanta
trecentoquaranta
trecentosessanta
trecentosettanta
ottocentocinquanta
quattrocentocinquanta
quattrocentonovanta
quattrocentoquaranta
quattrocentosessanta
quattrocentosettanta
settecentoquaranta

437 endecasillabi classici rimano con anta:
indi di novo ancor dala man santa
se pur vera è la prova onde si vanta,
Ma perché sceleragine cotanta
ed è sazia di gemme in coppia tanta
Lucente arnese i vaghi membri ammanta
prorompe: - O cara, o benedetta, o santa,
d'un tanto danno una vendetta tanta
e s'accosta ben ben sotto la pianta,
le stelle al ciel, la luce al sol si vanta.
e di rubar con sua destrezza tanta
Le palle v'ha che vinsero Atalanta
E v'ha le poma del'esperia pianta
V'ha laurea pelle che d'aver si vanta
volto in fera, in augello, in sasso o in pianta.
Molti uccider ne suol, talun n'incanta,
vincer natura e dominar si vanta?
del'arte detestabile ch'incanta,
concesse in prima autorità cotanta?
a compensarti di mercé cotanta,
né di gloria maggior Giove si vanta.
non conviensi a beltà celeste e santa.
Ma tra' primi virgulti, onde si vanta,
che nel'arbor del'or non fu mai tanta
Veggio del'Austro l'onorata pianta
La Favola è con lei, ch'orna ed ammanta
la Poesia, che mentre scrive e canta
Or mira al'ombra dela sacra pianta,
seco s'accorda in una istessa pianta,
che da terra il rapisce essalta e vanta.
ben su l'ali liggier, tre mondi canta,
ode concerto angelico che canta.
onde s'alcun talor scote la pianta
Con sibili amorosi amor si vanta
sentir quella virtù feconda e santa
Fronda in ramo non vive o ramo in pianta
solitaria, non sola, e vive e canta.
non cerca no, ma sovra verde pianta
rode la mente e la ragion ne schianta.
i sensi alletta e gl'intelletti incanta.
chiunque il segue di tradir si vanta.
che solo siede e sol dritto si pianta
di quanto il ciel con l'ampio tetto ammanta.
in semedesma ha simmetria cotanta,
già non è in me temerità cotanta
Se pur è ver che'n questa, che m'ammanta,
Deh, donde aviene, o dea pietosa e santa,
Ma spesso il corso suo stornar si vanta
corre veloce, e con spedita pianta
Per l'arringo mortal, nova Atalanta,
che fia simile intutto ala sua pianta.
onde frutto uscir dee di beltà tanta
avrà dunque fra noi baldanza tanta?
ch'or in mandra or in nido, or mugghia or canta.
questo malnato di sforzar si vanta,
Esser non può giamai che beltà tanta
Mercurio è certo ala sembianza santa
Ma dove son del'una e l'altra pianta
perché mole di membra abbi cotanta,
eccelsa rocca ancor s'abbatte e schianta.
tronca da picciol ferro, immensa pianta,
colui che di ferir l'aure si vanta,
ma la stoccata subito gli pianta;
lancia ver lui con furia tanta,
Era però dala vezzosa infanta
e, benché fusse in lui prodezza quanta
Per conoscer apien qual sia la pianta,
Questo però di frutti ha copia tanta
e come l'arbor d'oro onde si vanta
Onde in Valchiusa fu lodata e pianta
Ti fia grato colui che dritto vanta
Che di compro pur or titol si vanta;
Onde in Valchiusa fu lodata e pianta
Ti fia grato colui che dritto vanta
questo malnato di sforzar si vanta,
avrà dunque fra noi baldanza tanta?
onde frutto uscir dee di beltà tanta
che fia simile intutto ala sua pianta.
corre veloce, e con spedita pianta
già non è in me temerità cotanta
in semedesma ha simmetria cotanta,
che solo siede e sol dritto si pianta
chiunque il segue di tradir si vanta.
rode la mente e la ragion ne schianta.
non cerca no, ma sovra verde pianta
solitaria, non sola, e vive e canta.
sentir quella virtù feconda e santa
Con sibili amorosi amor si vanta
onde s'alcun talor scote la pianta
ode concerto angelico che canta.
ben su l'ali liggier, tre mondi canta,
seco s'accorda in una istessa pianta,
Or mira al'ombra dela sacra pianta,
la Poesia, che mentre scrive e canta
Veggio del'Austro l'onorata pianta
che nel'arbor del'or non fu mai tanta
Ma tra' primi virgulti, onde si vanta,
non conviensi a beltà celeste e santa.
né di gloria maggior Giove si vanta.
concesse in prima autorità cotanta?
del'arte detestabile ch'incanta,
vincer natura e dominar si vanta?
ed è sazia di gemme in coppia tanta
Ma perché sceleragine cotanta
se pur vera è la prova onde si vanta,
indi di novo ancor dala man santa
Esser non può giamai che beltà tanta
Mercurio è certo ala sembianza santa
Ma dove son del'una e l'altra pianta
perché mole di membra abbi cotanta,
colui che di ferir l'aure si vanta,
ma la stoccata subito gli pianta;
lancia ver lui con furia tanta,
Questo però di frutti ha copia tanta
Non affatto perduti in mezzo a tanta
Non mai si ragunò tal'oste e tanta
Il prezïoso tosco? Or qui chi vanta
Ma che? vivremo in tal viltade e tanta
Suo ventre s'allegrò serbato a tanta
Ei non mertò da me, da me che a tanta
Ivi della vital salubre pianta
In lor celeste somiglianza, e tanta
Che d'improvviso guidanmi alla pianta
Le desïose luci: O vaga pianta,
Il potrai tu. Tanta virtude e tanta
Prese dal disperar. Ah! rabbia tanta
Per via sì lunga e con rattezza tanta
Non mai trovato avean dolcezza tanta.
Rimanerci, gli dice; ancor che tanta
Fuggendo i doni di sì nobil pianta,
Al decoro, al pudor. Di qualche pianta
Cresce la prole alla materna pianta
Squallida imago da distanza tanta,
Dipsadi, ellopj. Moltitudin tanta
Non disfigura già l'effigie santa,
se lui ti avrà giuntato se ne vanta,
chè gli pare aver fatto un’opra santa.
Grandine tale e tanta
Trenta con trenta si farà sessanta
D’ averne più trovato ancor si vanta,
giura e spergiura per la croce santa,
Nè a questa volta pur si loda o vanta
Non fu mai radicata in terra pianta
Solo ritrovone cento cinquanta
Al suo re torna et non con tutta quanta
Che gli eran corsi, et sol si loda et vanta
Come credo io, per forza incanta ;
Parlava il sire a tutti che sessanta
Ivi tornati senza li quaranta
Contra al bon vechio, che delli cinquanta
Quel tyranno, era capo, non si vanta
Il gran valor del conte et forza tanta
terror, diletto e maraviglia. A tanta
batte il pianto d'Europa. In mezzo a tanta
la pubblica ragion, sin che già franta
Piansi di gioia nel veder cotanta
de' miei figli nel cor la si trapianta.
Travagliarci e adirati, un dì la santa
Detta è Palladio Ciel, da che la santa
Tu m’accusasti quella donna santa,
perch’ella si difese, tu sai quanta
Pianga chi ha de’ cristian fede tanta
Pianga la corte della Chiesa santa;
Pianga il re d’Inghilterra che si vanta
era in fra quelli, e contro a lui si vanta,
al caldo tempo de' suoi fior s'ammanta,
poi che fu pressa dall'incauta pianta
di lor medesme, e non tocchin la pianta,
in cui riviva la sementa santa
Euripilo ebbe nome, e così 'l canta
ben lo sai tu che la sai tutta quanta.
non men ch'a l'altro, Pier, che con lui canta,
Tant' è del seme suo minor la pianta,
Costanza di marito ancor si vanta.
lo carro e ' buoi, traendo l'arca santa,
Dinanzi parea gente; e tutta quanta,
faceva dir l'un 'No', l'altro 'Sì, canta'.
ch'io attenda di là, ma perché tanta
Io fui radice de la mala pianta
sì che buon frutto rado se ne schianta.
cade vertù ne l'acqua e ne la pianta
Tutta esta gente che piangendo canta
in fame e 'n sete qui si rifà santa.
udito questo, quando alcuna pianta
E saper dei che la campagna santa
e frutto ha in sé che di là non si schianta.
colore aprendo, s'innovò la pianta,
Io non lo 'ntesi, né qui non si canta
né la nota soffersi tutta quanta.
di non celar qual hai vista la pianta
Qualunque ruba quella o quella schianta,
che solo a l'uso suo la creò santa.
dentro al suo raggio la figura santa;
nel modo che 'l seguente canto canta.
La tua città, che di colui è pianta
e di cui è la 'nvidia tanto pianta,
l'ardor la visïone, e quella è tanta,
Come la carne glorïosa e santa
più grata fia per esser tutta quanta;
al parto in che mia madre, ch'è or santa,
al suo Leon cinquecento cinquanta
a rinfiammarsi sotto la sua pianta.
rispuose a me; «onde qui non si canta
Giù per li gradi de la scala santa
col dire e con la luce che mi ammanta;
in campo, a seminar la buona pianta
Finito questo, l'alta corte santa
ne la melode che là sù si canta.
mi si mostrava la milizia santa
ma l'altra, che volando vede e canta
e la bontà che la fece cotanta,
tanto da noi bramato? Ahi, dopo quanta
eran ne' suo serraglio: quale, e quanta
e di madre e di dea, qual, credo, e quanta
fa di Sergesto, e ne l'arena il pianta:
le concediate. E tu, vergine santa,
si posâr sopra a la gemella pianta;
de la figlia e di Turno imita e canta;
sian d'Italia cacciati, ed ei si vanta
Il ciel ne rintonò; la gente infranta,
fosti veduto, generosa pianta
e cantate con me che gente e quanta
o la gloria de l'armi. A questa tanta
in man de la compagna, a piè si pianta;
in mezzo de la casa, in man si pianta,
costei del furto, e per follia se 'n vanta.
donna sola e inesperta opra cotanta.
con qual arti involò l'imagin santa?
Come ne l'Appennin robusta pianta
se turbo inusitato al fin la schianta,
cosí cade egli, e la sua furia è tanta
Cinquanta spade impugna e con cinquanta
Ogn'altra ninfa ancor d'arme s'ammanta,
raddoppia i colpi e la difesa pianta
che minacciando il segue e de la santa
Croce il vessillo in su le mura pianta.
Come olmo a cui la pampinosa pianta
se ferro il tronca o turbine lo schianta
ed egli stesso il verde onde s'ammanta
Ma fu il nostro pensier d'opra piú santa,
e 'n mal guardato nido, ove cotanta
ripor la vera Fé che non s'ammanta
Come ne l'Appenin robusta pianta
se turbo impetuoso alfin la schianta,
cosí cade egli; e la sua furia è tanta,
Correr donne e fanciulli a l'ombra santa
ed a prova adorar la sacra pianta,
tanta la calca, il suon, la turba e tanta,
che de' regi lombardi ancor si vanta,
ramo gentil di glorïosa pianta:
parvero al ciel, che lor di nebbia ammanta.
e i popoli e i paesi a l'ombra ammanta,
e chi d'antica libertá si vanta.
Cinquanta spade impugna, e con cinquanta
Ogni altra ninfa ancor d'arme s'ammanta,
ma doppia i colpi a la nemica pianta,
Onde in Valchiusa fu lodata e pianta
Ti fia grato colui che dritto vanta
Onde pur sempre il mio garzon si vanta,
Se regolata fosse tutta quanta
è che fu dato cinquanta e cinquanta!
Ma in fin dei conti poi, di tutta quanta
d'Agamennón che sé medesmo or vanta
ed ingiusto ciò fôra, or che una tanta
d'Antèdone. Di questi eran cinquanta
queste tutte spedîr sovra sessanta
ed Elleni ed Achei. Sopra cinquanta
d'Elena la querela, e in un di quanta
il leggiadro rival; né lui fra tanta
teco gareggia, né verun si vanta
Pandaro arciero che figliuol si vanta
ai portici superbi. Avea cinquanta
dalle sue braccia, ed alle rupi infranta,
a sua scelta offerendo di cinquanta
sente Achille pietà? Né ancor sa quanta
distinte mandre, e cento oltre cinquanta
mi serrai loro addosso, e di cinquanta
un improvviso turbine la schianta
possiam d'ingiurie aver dovizia e tanta
dalle radici ruinò la pianta,
gli Achei raccorne non potran: cotanta
d'avermi vinto per valor ti vanta.
ire non desti infurïando e tanta
già di tutti esser privo. Di cinquanta
Di Tafo, Mente, che figliuol si vanta
Navigammo alla volta, onde con quanta
Muro cerchiata, e due bei porti vanta
E comun con Alcinoo il sangue vanta,
L'araldo indirizzavasi. I cinquanta
Via, dunque, siegui e l'edifizio canta
Se venne dagli dèi strage cotanta,
Trecento ne contava egli, e sessanta;
Ma vammi innanzi, e da', se da una pianta
Quanto avea pane il bel canestro, e quanta
Gli abitanti v'abbondano, e novanta
Lui su gli avanzi della nave infranta
Signor la casa dal suo fondo schianta.
Bella d'olivo rigogliosa pianta
Sol trovò il genitor, che ad una pianta
odia colei, perché è pudica e santa.
e seguir poi com'io divenni pianta,
e del mio amore ardeva tutta quanta;
e Rodomonte audace se gli vanta
arder Parigi e spianar Roma santa.
la vera istoria Sansonetto vanta.
per ritrovarsi ove la Fama canta
Ecco in Italia Childiberto quanta
né più che Clodoveo, si gloria e vanta
che la spada del ciel scende con tanta
Elle fur d'odio, elle fur d'ira tanta
che di punirlo, mal grado di quanta
Ma dargli presta morte troppo santa
Eran degli anni ormai presso a quaranta
ch'a menar vita solitaria e santa
Di frutte colte or d'una or d'altra pianta,
de l'avvenir presaga, sapea quanta
bontade uscir dovea da la lor pianta.
Elesse di sua gente tutta quanta;
Che son credenti in nostra fede santa;
Destrier del mondo con questo si vanta
Del qual per tutto il mondo oggi si canta.
Ma questo aveva leggierezza tanta,
Bello era il primo dal zuffo alla pianta,
L'altro de li anni avea più de sessanta.
Cosa maggior, né di gloria cotanta
Ché del novo Rugier quivi si canta,
Di qualunche altro che al mondo si vanta.
Nella sua terra mai non nacque pianta,
Poi che quella arte di saper si vanta;
Questo vecchiardo, che le serpe incanta,
Legge il libretto, e vede che una pianta
A cui se un ramo de cima se schianta,
Ma di salirvi alcun mai non si vanta,
Aveva il conte una forza tamanta,
Una colonna integra tutta quanta
Or, come gionto fu sotto la pianta,
Che se partîr de Algier cento novanta;
Di bella gente e vittuaglia tanta;
Né se atrovarno a Monico sessanta;
Cotal sconfitta a nostra gente santa,
Quale in quel giorno che il mio dir vi canta.
Se la istoria ascoltati tutta quanta:
Chi mena zoia, chi suona e chi canta;
Chi darli incenso e chi argento si vanta,
Eran costor che io dico, da quaranta,
Né già de tutti quanti un sol si vanta
Se la canaglia fosse due cotanta,
Lascia a Parnaso quella verde pianta,
E meco al basso questa istoria canta
Qual per suo orgoglio e suo valor si vanta
Qual più de altre de arme non se vanta:
Che abatte sopra al campo gente tanta
E tutto è sangue dal capo alla pianta.
Io pur diffendo la tua Fede santa,
A che era stato e la vergogna tanta,
Dicendo: - Un Saracin di me si vanta?
La vita vo' lasciarvi tutta quanta,
Ridussero anco a sua credenza santa;
Se attenne e la citate tutta quanta;
La grazia de le dame fu cotanta,
Perché nel campo, ove è battaglia tanta,
Dove Ranaldo sol de onor si vanta?
Che son fatato dal capo alla pianta
Il cavallier, se chiuse tutta quanta.
Uscir de quindi alcun mai non se vanta,
Prima non tagli, e se la verde pianta
La nave e la sua gente tutta quanta;
Salirno al legno; e la zoia fo tanta
Colse di piatto, e fo la botta tanta,
Che l'elmo come un vetro a pezzi schianta.
Qual vien cridando, a gran voce se vanta
Tanto è il romore e la gente cotanta,
De' suoi scuderi in tutto da cinquanta
El resto di sua gente, ch'è cotanta,
Ma se qui ancora fosse tutta quanta,
Che trasformate a forza in verde pianta
Se la pietate tua serà cotanta,
son le radici de la nobil pianta.
l'adoro e 'nchino come cosa santa.
Bellezza et Honestà, con pace tanta
che mai rebellïon l'anima santa
l'una è nel ciel, che se ne gloria et vanta;
E quel re Carador n'ha forse ottanta
e Manfredonio ogni giorno si vanta
ed or trabocchi ed or bombarde pianta:
e giusta legge e ben fondata e santa;
e ciò che appunto la Scrittura canta;
e se Caron nella sua cimba canta,
con lo spruzzetto in man da l'acqua santa,
che fa il capon quando talvolta canta.
e l'inchinâr con l'una e l'altra pianta,
cacciando a poco a poco, e lo millanta:
si ringalluzza e si dimena e canta.
e del disegno rio si gloria e vanta.
dimenando il cotal dell'acqua santa.
ora dan venti, quaranta, cinquanta
vieni, c'è ancora linfa nella pianta.
Cadano su di te come acqua santa
ma ora, che ne conto quasi ottanta,
così di molte parti tutta quanta
alle armi, dai dodici ai settanta,
non ne ho sentite mai. E adesso canta.
Siamo pronti, giullare, canta, canta.
ma se non erano almeno cinquanta
o forse no, sui sessanta...
Un muà non basta, ne voglio quaranta,
ma progenie di re, virtuosa e santa;
Ch'egli debba morire è cosa santa;
fino a tanto da abbatter la tua pianta
Ché di licenza te ne godrai tanta,
agli altri meriti di cui si vanta
che se voi qui sentiste come canta,
finché non l'ha imparata tutta quanta,
tra te e lui sarà una testa santa!
dentro di me a dimora la tua pianta
se ne sbarazzerebbe di cinquanta,
un bruco nel germoglio d'ogni pianta,
Zietto, anche l'ipocrita acquasanta
può danneggiar la vita della pianta
non saprei; il mio nome, cara santa,
Va'! È l'allodola quella che canta,
Ah, scusami! Tu sei quello che canta!
che trasuda dai pori della pianta
Se questa legge di natura è infranta
da' saggi, onde la Grecia ancor si vanta:
A la palude Lugea, onde si vanta
Perchè non è sì vile e rozza pianta,
traligna, e perde la robusta pianta
ove la gloria sua si narra e canta.
nè d'innocente luce unqua si vanta,
tra quel che lotta col nemico, o canta
il mulo ancora, e l'asina si vanta
sorvive ancor, Chiesa immortale e santa.
Nè sette volte sole, anzi settanta
Dio l'uomo in guisa di traslata pianta,
già de' secoli al fine il loda e canta.
non son de' Numi (qual Tiresia vanta),
fu colui che fe' il colpo, e non sen vanta,