Rime di 'astro'

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politicastro
retoricastro
solenogastro
videonastro
automobilastro
velocipedastro

107 endecasillabi classici rimano con astro:
va tuttavia sovra leggiadro nastro
e dal sommo del candido alabastro
e mentre solca con dentato rastro
in cui da saggia man di nobil mastro
stretto ala gamba con purpureo nastro
L'animato del piè molle alabastro,
fu già legata da sì dotto mastro.
prende la gemma che nel ricco incastro
V'ha gli strali per man d'egregio mastro
V'ha la faretra con sottile incastro
Vide fra l'altre pompe in un pilastro
l'arte che contro ogni possanza d'astro
Donde apprese il tuo ingegno ad esser mastro
Chi fu ch'ala tua lingua, o Zoroastro,
l'acque in vasi d'acate e d'alabastro.
forate sì da diligente mastro
piantato di diaspro un gran pilastro
e'nsieme attorto con purpureo nastro
si fè di giunchi e ferule un vincastro.
Automedonte. O tu sagace mastro
Di ripulire ed ordinar quel nastro
Automedonte. O tu sagace mastro
piantato di diaspro un gran pilastro
prende la gemma che nel ricco incastro
fu già legata da sì dotto mastro.
stretto ala gamba con purpureo nastro
in cui da saggia man di nobil mastro
va tuttavia sovra leggiadro nastro
Ebbe Satáno un dì dal fulgid'astro
El sesto luogo d'un puro alabastro
Et mostra la eccellentia del suo mastro,
Ivi discesa dal più benigno astro
tener del brando, ed il purpureo nastro,
Qui Galileo sedeva a spïar l'astro
in poco d'ora, e prende suo vincastro
Così mi fece sbigottir lo mastro
a piè di quella croce corse un astro
né si partì la gemma dal suo nastro,
che parve foco dietro ad alabastro.
le pende da le tempie, or quasi un nastro
avea disteso, e d'oro un lento nastro
o sia nuovo in battaglia, o 'n guerra mastro,
o tolto da l'aratro o pur dal rastro.
Venne con gli assassini il vecchio mastro
al cui fèro pugnal non valse impiastro,
Ed altri che lasciâr la zappa e 'l rastro,
Ma Tisaferne vòlto al fèro mastro
vedendo estinti i suoi che tolse al rastro,
speranza, e 'ncolpi il ciel ch'in sí duro astro
Tra l'uno e l'altro foglio indice nastro.
Di ripulire ed ordinar quel nastro
Automedonte. O tu sagace mastro
E tra i capelli un azzurro nastro
Nato sotto l'influsso di quell'astro
Spalma sulle ferite un nero impiastro
Tra le colonne in marmo e in alabastro
Inquieto s'aggirava un capomastro
Incerto s'esser figlio oppur figliastro
Cercando senza posa il giusto incastro
su l'erta d'una torre, alto disastro
manda i suoi raggi; splendissim'astro,
Laerce chiami, l'ingegnoso mastro,
Che la nostra follìa volse in disastro!
Suggerìa molti accenti il suo disastro.
Benché a te dalla tua venir disastro
Non fabbricò, qual che si fosse, il mastro.
Quando comparve quel sì fulgid'astro,
Uomo spedir d'accorgimenti mastro,
Parve all'eroe d'accorgimenti mastro,
Ma, gravato dal vin, primo il disastro
Canape, che partìa da un gran pilastro,
di consiglio e d'ardire in guerra mastro,
Così talora un bel purpureo nastro
da quella bianca man più ch'alabastro,
Quivi poco a Zerbin vale esser mastro
a cui non val liquor, non vale impiastro,
né val lungo osservar di benigno astro,
sculto aveva lor l'ingenïoso mastro,
l'acqua di fuore in vaso d'alabastro;
ridutto con grande arte ogni pilastro.
Sappi che freddo già più ch'un pilastro
cagione è stato principale e mastro
travolti nel fragore del disastro.
con in testa un cappello senza nastro:
vanesio e capriccioso giovinastro,
non sapete ancor nulla del disastro
se dovessi pensare a qual disastro
scolpito nella statua d'alabastro,
No, signore, niente mastro;
di cui siete un degnissimo pilastro,
diede i tragici segni del disastro.
quando dovreste porgergli l'impiastro.
Allora tre centimetri di nastro.
ma come fare a scampare il disastro,
lo spegnersi del nostro fulgido astro,
dalla penna del primo poetastro
La qual creata fu dal primo mastro,
d'artificio gentil famoso mastro,
perch'uno era l'essempio, ed uno il mastro;
cui non vince, nè sforza o stella od astro.
sotto varia del ciel figura e d'astro?
Ma noi, che 'l Re del ciel, fattore e mastro
quel ch'è vero Signore e vero mastro,
Chè 'n questa guisa ancor s'accusa il mastro,
chè rivelollo il suo Signore e mastro,
quasi un'ampia città, ch'ignobil mastro
del verginal pudor custode e mastro;