Rime di 'averi'

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cervieri
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corsieri
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doppieri
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poppieri
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remieri
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risieri
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salteri
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sinceri
sinceri
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sombreri
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sparvieri
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teleri
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cavalleggeri
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immunosieri
immunosieri
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leccataglieri
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malvolentieri
medioleggeri
medioleggeri
micobatteri
motovelieri
motovelieri
munizionieri
neoconsiglieri
nitrobatteri
orologieri
orologieri
ospedalieri
ospitalieri
ospitalieri
palafrenieri
palafrenieri
pallottolieri
penitenzieri
potamocheri
radiosentieri
radiosentieri
retropensieri
scacciapensieri
scopamestieri
solfobatteri
sottobicchieri
sottopoteri
spedizionieri
superleggeri
superpoteri
termobatteri
termocauteri
torpedinieri
tralleralleri
transfrontalieri
ultraleggeri
ultraleggeri
acetobatteri
arcicancellieri
cacciabombardieri
capicannonieri
capocannonieri
dirittidoveri
elemosinieri
manifatturieri
massimoleggeri
massimoleggeri
metaromanzieri
parainfermieri
superbombardieri
superministeri
telefinanzieri
vicebrigadieri
vicecancellieri
autoferrotranvieri
cacciatorpedinieri
ferrofilotranvieri

500 endecasillabi classici rimano con averi:
Non se' tu quei ch'hai degli Sciti alteri,
per cui la Parca innaspatrice interi
Sei tu colui che i popoli e gli imperi
Reggeva il Sonno gli umidi destrieri
L'oscura terra avea di vapor neri
Avea l'illustrator degli emisperi
da conflitto mortal, d'aspri pensieri
e'l cor, ch'è picciol campo a duo guerrieri
Quando talor questi aversari fieri
atto sarà ch'a maneggiare imperi.
con satiri a scherzar vani e leggieri
Altri non sia di lui che meglio speri
a molcir l'aure insu i teatri alteri
Segue Timbrio di Smirna, infra i primieri
elefanti e destrier, fanti ed arcieri.
precipitosamente apre i sentieri.
la sua guerriera il principe de' neri,
lubrico il carro a que' divini imperi,
del rettor dela luce anco i destrieri.
d'indugio accusa i volator leggieri
perché di lei con lettre e messaggieri
esposti al re mio padre i casi interi,
Avev'io già per uno e duo scudieri
i suoi stami la parca, alti pensieri,
partigiani d'Orgonte e de' più fieri;
baldanzoso donzel, prodi guerrieri?
s'insignorian de' sensi e de' pensieri,
i tranquilli riposi e lusinghieri
per dispiegar al vento alti cimieri,
stancando al corso i barbari e gli iberi?
trattar ne' duri assalti, o cavalieri,
Perché levar tant'alto i miei pensieri
come schernisci altrui? non sia chi speri
- Amor insidioso, i tuoi piaceri
di supplici e di strazi acerbi e fieri,
condannate gli spirti iniqui e neri;
conoscitori ed arbitri severi,
le statue illustri e i simulacri alteri
quanti tormenti ha Marte orridi e fieri.
canne tonanti o fulmini guerrieri,
escono i sogni spaventosi e fieri.
e per queste sovente, o falsi o veri,
perché sgombri la via van messaggieri;
col venir dela dea, volan leggieri;
parte il circonda, di valletti arcieri;
de' numi eterni i nobili pensieri.
sollevando ai secreti alti misteri
Se fermo è pur ch'io fra tant'odi fieri
quando vedrò di que' begli occhi alteri,
Ma non fia mai quel dì, lassa, ch'io speri
ma stimulando i musici corsieri,
né più del'Asia entro i famosi imperi
Lascia la Grecia e prende altri sentieri,
con atti gravi e portamenti alteri
comincia ad aguzzar gli occhi severi.
chiama tutti a consiglio i suoi pensieri,
aliti di caligine i destrieri.
Spuman tepido sangue e sbuffan neri
illustrator de' torbidi pensieri,
dispensier dele gioie e de' piaceri,
omai con colpi assai più forti e fieri
- Troppo son (dice) deboli e leggieri
Veggendo alternamente arsicci e neri
perduto ben di racquistar non speri:
ma non indugi a cogliere i piaceri,
goder tesori e possedere imperi,
O miei veri sospetti, o troppo veri
Or de' prodigi spaventosi e fieri
Ecco come indovini i miei pensieri
e voi, mastini miei pronti e leggieri,
forti custodi, intrepidi guerrieri;
al vostro afflitto duce è di mestieri,
'Son forse per gli sferici sentieri
son del rettor del dì zoppi i destrieri?
Chi del vecchio che vanni ha sì leggeri,
han pur di fosca seta i fiocchi neri
Sparsa insu'l volto i faretrati arcieri
Vibran molti di lor ricchi incensieri,
molti sostengon d'or lampe e doppieri.
ch'al gran bagordo appella i cavalieri.
già si veggion passar paggi e scudieri
con livree, con insegne e con cimieri
mossero l'armi intrepidi guerrieri
e racquistaro gli usurpati imperi.
qua ne veniano i giovinetti alteri
tarsiata ha di scacchi orati e neri,
Camillo ha nome, ascritto infra i primieri.
specchio immortal di duci e di guerrieri;
Tacquesi, ed ecco allor mentre i destrieri
per diverso camin duo cavalieri
Dorati ha l'un di lor gli arnesi interi,
Timodemo dicea: tuoi gran guerrieri,
Brandi ed aste vibrar, scoter cimieri,
Ricche faretre, e di bell'or cimieri,
Consorte, e figli più veder non speri;
Per questo ardir tanti nemici arcieri,
Tutti contra il Campion spinsero fieri
La chiara fama degli onor primieri.
Pugnar nascosto tra' lontani arcieri,
Ne l'ampio vallo disfrenar destrieri;
Io de l'ardir de' Rodïan guerrieri
Sottrarremo Ottomano a' casi fieri,
Non s'apriranno i barbareschi arcieri
Io gliene diedi fè. Duci, nocchieri
Ed ergeva su l'elmo alti cimieri,
Di quì certo a ragion sommi guerrieri,
Gli spinge per salvatici sentieri
Duci in quel Regno per virtù primieri;
Assalto di piacer, forti destrieri,
Ove, mirabil preda i gran destrieri
Ove di Licia tra' miglior guerrieri
Sì fatti in rimirar feansi i guerrieri
Ove le vele disciogliean nocchieri.
Per ogni parte, e l'alme de' guerrieri
Con mille trombe coraggiosi e fieri
Le fu Mòrfeo cortese. È ver che ieri
Piccioli cocchi e piccioli destrieri
Le fu Mòrfeo cortese. È ver che ieri
Il tuo novo tesoro. E se pur ieri
La prima coppia di destrier pur ieri,
Io sono un damicel che fu pres'ieri. -
perduto ben di racquistar non speri:
Veggendo alternamente arsicci e neri
omai con colpi assai più forti e fieri
Spuman tepido sangue e sbuffan neri
aliti di caligine i destrieri.
ma stimulando i musici corsieri,
escono i sogni spaventosi e fieri.
canne tonanti o fulmini guerrieri,
condannate gli spirti iniqui e neri;
per dispiegar al vento alti cimieri,
baldanzoso donzel, prodi guerrieri?
partigiani d'Orgonte e de' più fieri;
Avev'io già per uno e duo scudieri
del rettor dela luce anco i destrieri.
la sua guerriera il principe de' neri,
precipitosamente apre i sentieri.
elefanti e destrier, fanti ed arcieri.
Altri non sia di lui che meglio speri
Quando talor questi aversari fieri
Reggeva il Sonno gli umidi destrieri
Or de' prodigi spaventosi e fieri
forti custodi, intrepidi guerrieri;
al vostro afflitto duce è di mestieri,
Son forse per gli sferici sentieri
han pur di fosca seta i fiocchi neri
Vibran molti di lor ricchi incensieri,
molti sostengon d'or lampe e doppieri.
già si veggion passar paggi e scudieri
con livree, con insegne e con cimieri
mossero l'armi intrepidi guerrieri
tarsiata ha di scacchi orati e neri,
Disfigurato il vide. I gesti feri
Pur agognando, a ricompor più feri
Il proprio core, a vïolenti e feri
che già mi richiedesti pei mestieri,
Ne conobbe da poco, e sì leggieri;
Fu necessaria cosa a tal mestieri.
Non vi potrei contar poi ne’ dì neri,
storïon grossi proprio come ceri
Disse el dormente; e molto volentieri
Siccome a me el dormir sarà leggieri.
Che lasciato pascessi in quei sentieri,
Et gli ochi adrizzato hebbe a quei corsieri,
La preda aspetta et vede indi i destrieri
Il re di Circasia con strani, feri ,
Vallon cercando per strani sentieri.
Monta in arcion et lassa i dua guerrieri ;
Or, giunti donque i nobili guerrieri,
Perir mi veggio in questi boschi fieri!
Però muta un delli angeli soi neri
Che ritruovar devean fra quei sentieri
Taglia coi colpi sol tremendi et fieri,
In sella armati dispietati et fieri.
Pria di Sylvana et puoi i guerrieri
Va ramentando i suo' tempi primieri,
Vedendoli ne l'armi esser sì fieri;
Dorme uno, l'altro veglia volentieri,
Fan le guardie a vicenda i buon guerrieri
Che son di pagania questi guerrieri
Non consegliate contra i dua guerrieri
Sodisfecero al re tanto i guerrieri
Che ne restò ammirato, e i consiglieri
Fanno presto insellar ambi i destrieri,
Quel che di Guerin porta i segni veri
Che gli error suoi non son tanto leggieri
Perdono di Damaschi i profumieri
Ivi son li genevri acuti et feri,
Sefferra trahe duo' degli angeli neri
Della maga son pronti i demon feri,
Ne l'armiggiar, el cor gagliardi et feri,
Cui « Sì » rispose. Alhora quei guerrieri
Ma Sarpedonte fra quegli primieri,
Veder la numerosa oste, e primieri
Il maggior de' Potenti e de' guerrieri
Ladroni e frodolenti consiglieri,
Con quei che fanno scandal volentieri,
se 'l guanto dell'uccel non hai primieri,
d’aver bell’armo e correnti destrieri,
d’astòr o bracchi o correnti levrieri,
Messer Ruggier la prende volentieri,
Acònciati con Dio a tuo mestieri,
Arnaldo di Gironda, il buon guerrieri,
che non temesse de' suo colpi fieri;
l’un più che l’altro andava volentieri.
Piangon le donne, baroni e scudieri.
Dando e togliendo, quel dí fu mestieri
Rispose quella: — Non mi fa mestieri,
gli seguitò, spronando i buon destrieri.
molti ne pose morti su' sentieri,
Ma più ch'e' fosse mai pronto e leggieri
che già in braccio l'avean molti nocchieri
i fatti come voi stan crudi e feri
ma cortesi, pietosi, amici veri
Debbon esser nemici i cavalieri
diceva: “E questi sono i cavalieri
non col mostrar orgoglio e gire alteri.
se due soli oltr'a voi cotai guerrieri
Veggionsi quinci e quindi arme e destrieri
quei che vili eran pria divenir feri;
ma i vecchi infermi e gli altri male interi,
con Ideo 'l forte, antichi cavalieri;
ch'avea di tutte l'Ebridi i guerrieri,
di quaranta e tre isole gli imperi:
il numero infinito de' guerrieri:
assegnando tra lor larghi sentieri
menar per entro insegne e cavalieri;
“Valorosi miei duci e cavalieri,
ché ne promette Dio, degl' empi e feri
perché il mondo conosca, e in Esso speri,
e quegli avea cinquanta cavalieri
de' miglior di Sassonia e de' più feri,
le quai di frombator sono e d'arcieri,
tutti al corso prontissimi e leggieri.
di quelli colpi che ferir primieri:
o muova il piè de' fermi suoi sentieri;
l'erbe del nuovo sangue de' guerrieri,
Quei che 'ntorno seguiano i buon corsieri,
porgono a i dolci amici e cavalieri
Sprona il prode Boorte ove più feri
Giungelo al fin, che molti cavalieri
l'han cinto intorno, e d'aspri colpi e feri
ed ei, come intra i debili levrieri,
Posti ha in fuga i cavalli e i levi arcieri
e i pedestri più gravi miei guerrieri.
tali erano a mirar l'arme e i destrieri
L'ornate sopraveste, i bei cimieri
per cangiante vaghezza in prima alteri,
Così fermo fra loro, i cavalieri
ove il re Pelinoro con gli arcieri
ch'a molti duci avevano e guerrieri
Poi tutti i nostri duci e cavalieri,
si mostreranno in arme assai più feri
però che in uom che bassi aggia i pensieri
Si scorgean fra infiniti cavalieri
e sopra ogni uso umano arditi e feri
Ma 'l numero soverchio de' guerrieri
de i più famosi duci e cavalieri,
va calcando di fuor tutti i sentieri;
ivi addrizza spronando i colpi fieri:
Affermo io sì che i nove cavalieri
che non porrian fallir d'essa i pensieri
tutti saggi al consiglio, all'arme feri,
i dieci cavalier già prigionieri
presi contra il dever sopra i sentieri
ne pianse al fin con tutti i suoi guerrieri,
tanti gran duci illustri e cavalieri
che sovra ogni altra età vadano alteri,
aggiano in tal sudor tanti guerrieri
Né dell'oste d'Arturo i cavalieri,
cercan di riconoscer quei guerrieri
che sian morti rimasi su 'l sentieri
Indi lo stuol maggior di quei guerrieri
tutto lontan da' pubblici sentieri
sopra possenti carri alti destrieri
Fanno armati il medesimo i guerrieri
e i duci e i cavalier sopra i corsieri.
e dietro a lui Verralto co i guerrieri
ch'avean l'arme più levi fra gli arcieri.
né rivolger indietro i lor destrieri,
tra i pedon che seguiano e i cavalieri.
in tra i miglior dell'Orcadi guerrieri
ivi apparian, che serrino i sentieri
ch'or van mordendo innanzi arditi e feri,
e molti altri famosi cavalieri,
onde entravan fuggendo i suoi guerrieri
aspramente mischiati arditi e feri
così indietro ritorna, e i cavalieri
più che fossero ancor d'animo alteri,
Ma Tristano e Boorte arditi e feri
del fidato valor de' miei guerrieri,
contr'a chi sia lontan son crudi e feri:
al fuggirsi lontan pronti e leggieri;
infin ch'hanno i graditi cavalieri
adagiati e pasciuti i lor destrieri.
Cotai si pon chiamre i cavalieri,
che secondo il bisogno e saggi e feri
Non si porriano aver più dritti e veri
Così svegliando andiam quei cavalieri
e Gaven va calcando altri sentieri
là dove per guardar locò i guerrieri
Or perché troppi son quei cavalieri
e dell'oste e di voi sostegni interi,
ma però che di sdegno a petti alteri
Ivi i sette buon duci, che primieri
quel che di damme fan bardi e cervieri
Son già d'essi ripien tutti i sentieri
Indi con bel drappel di cavalieri
ove schiere infinite di guerrieri
e i maggior duci lor, servando interi
Tal egli or tra gli estremi, or tra i primieri
quai rapaci delfin vaghi e leggieri
Ma il saggio Maligante a i suoi guerrieri
diceva: “Or dove son quei cavalieri
voglia si dimostraro e così feri
il sangue addormentato de i guerrieri?
d'altri simili a quelli o di destrieri,
riservando al dever gli ordini interi.
de' più antichi guerrier più esperti e feri
ivi appar Lionel con molti arcieri
de' suoi ch'ha più fedeli e de i più feri;
direi che i nostri duci e cavalieri,
che non feriti il ciel ne lassa interi,
quei ch'ei pensa tra' suoi miglior guerrieri,
Indi oltra penetrando tra i guerrieri,
trova Entello il primiero in tra i più feri,
Aventin getta a gli aridi sentieri
E richiamando appresso i lor guerrieri,
dicendo: “Or gimo omai di spoglie alteri,
Indi si mette ardito fra i primieri,
s'arreca a' fianchi co i più dotti arcieri,
dalla sinistra dietro a' suoi guerrieri;
per traversi ed incogniti sentieri,
va intorno visitando i suoi guerrieri,
dicendo: “Or valorosi, arditi e feri
il neghittoso andar, che facest'ieri,
Col medesmo furor gli alti guerrieri,
spronan tutti animosi i lor destrieri,
e furo ambi al colpir sì grave e feri,
e men rotta da' carri e da' destrieri,
di quelli illustri e rari cavalieri;
ingombravan le vie gli altri guerrieri,
Gallinante son'io, tra i liti feri
che fu Girone e per istran sentieri
come prima s'avvien, sì che i sentieri
empie d'uomini, d'arme e di destrieri.
di tanti elmi, di scudi e di destrieri,
per distender più il corso a' suoi sentieri;
lamentando fuggir gli assalti feri;
con molti altri famosi cavalieri,
bagnar di sangue gli aridi sentieri;
ch'omai non so quel che si faccia o speri,
degli altri suoi compagni, volentieri
prenderebbe al tornar nuovi sentieri;
In questo tempo i nobili guerrieri
van di pari al ferirse arditi e feri,
son caduti per terra ambe i cimieri,
a' duci illustri e chiari cavalieri;
il corso steso a i nobili destrieri;
nella lutta e più integro e più leggieri;
verso i duci più forti e cavalieri,
che tanti ce ne son di nomi alteri,
stender ad uno ad un su l'erba speri,
sanza costrigner de li angeli neri
Rispuose adunque: «Più che tu non speri
si move e varca tutt' i vallon feri,
e poscia morto, dir non è mestieri;
rinchiuser di nascosto arme e guerrieri
serntir quegli urli spaventosi e fieri
che cosí smisurati e cosí fieri,
e di tali altri cibi acerbi e fieri:
Ognun vi si prepari, ognun ne speri
come con infiniti colpi e fieri
la pon de le saette e degli arcieri.
senza commiato? Indarno, indarno speri
Questi su quattro suoi giunti destrieri,
l'altra è d'avorio: manda il corno i veri,
carri, trofei, catene, elmi e cimieri
non di stelle, o di liti o di nocchieri
E tale un mostro in tanti e cosí fieri
ognuno a l'arme, a maneggiar destrieri,
non men di lui feroce, i suoi destrieri
che, divise le veci e i magisteri,
folgorando, squassavano i cimieri
ed Equícolo, i primi armati e fieri,
fuor del tuo carro». E, ciò detto, ai destrieri
non son né valorosi né guerrieri,
e de' piú riguardevoli guerrieri
fatto vermiglio, i suoi stanchi destrieri
gli facean lieti, baldanzosi e fieri.
de l'altro giorno, allor ch'i suoi destrieri
che da quattro suoi nitidi corsieri,
Turno traean due candidi destrieri,
il campo tutto; e chi frena i destrieri,
or con l'armi facendo, or co' destrieri
Ch'agogni piú? Che macchini, e che speri?
furon di Carlo e' quatro consiglieri.
Sotto 'l fallace lume de' doppieri,
Però piú tira Amor di cento arcieri;
di santi d'oggi, sono be' destrieri;
ove ne' Greci non conven che speri,
quest'arte è nostra, e 'n questa sol si speri.'
acquistar nova gloria indarno speri.
che 'l signor vostro mi donò pur ieri;
ch'udirà la novella ei volentieri.
procura almen che sia per duo guerrieri
E perch'accetti ancor piú volentieri
chi svegliar può? che pensi, oimè? che speri?
che gli ordini disperde, e co' destrieri
Umili intorno ascoltano i primieri,
e in fronte alzando a i popoli guerrieri
Incominciaro a saettar gli arcieri
Ma con forza maggior colpi piú feri
Scorge in Riccardo poi spirti guerrieri,
sperando in suoi cavalli, e 'n suoi guerrieri,
ove nel Greco non convien che speri,
ch'il Signor vostro disprezzò pur ieri:
Ma se nel troppo osar tu poco speri,
tenta ch'ogni tenzon per duo guerrieri
chi svegliar può? che pensi? oimè! che speri?
Perché cercar lontano altri guerrieri,
Sono ivi i duci ad ascoltar primieri:
e 'n fronte alzando a' popoli guerrieri
e che si tema in questa guerra, o speri. -
de l'armato cavallo a' suoi scudieri,
da' naviganti mal satolli e neri;
Dunque ciascuno omai rimembri e speri
La maggior parte è de gli esperti arcieri
e Tommaso di Feria altri guerrieri
Per la porta de l'Austro or son primieri
Le fu Mòrfeo cortese. È ver che ieri
Altri un altro ne scote; e de le ceneri
D'ornamenti e di pompe! Ella pur ieri
Il tuo novo tesoro. E se pur ieri
Si convegna ornamento a i dorsi alteri;
Già con morbide piume a i crin leggeri
Che fa l'amica sua? Misera! Ieri,
Che del silvestre Pane i piè leggieri
La prima coppia di destrier pur ieri,
E soldati magnanimi e nocchieri
E colui che del fior dei dì primieri
Mista si avvolge ai lusitan nocchieri
Di tanto mare ai vincitor nocchieri.
Ingombrò di cotante arme e guerrieri
Italia, tanti vi sfamò destrieri,
Spiegan l'ali congiunte i duo guerrieri.
Immenso stuol di fanti e di destrieri;
E ondeggiare di barbari cimieri,
Si raccolgon sui fervidi destrieri
A scoprir vieni, audace gente, e speri
Vasco, congiunger genti, i tuoi nocchieri
E però, dicea lor, s'alti guerrieri,
Palpitar vedi i fervidi guerrieri,
E appuntar l'aste e sciogliere i destrieri.
D'India pel signor nostro indicj veri.
A cinger valli e maneggiar destrieri,
Non cinger armi e studi oprar guerrieri:
E al regio piè venuti i buon nocchieri
Avrebbe rinunciato volentieri
Anche perché vivendo in quei quartieri
Dove alloggiavan gli orchi ancora ieri
Al santo preferito accendi i ceri
Pensando d'aver chiuso coi doveri
Che fossero o non fosser tutti veri
ne avrebbe fatto a meno volentieri
disse il Potere, ma a esser sinceri
ma i tuoi occhi sembravano più neri.
La volta che ti ho vista, era ieri
e ne farei a meno volentieri.
Sono pervaso da brutti pensieri,
tranquillo, preso da mille pensieri,
incontrai per caso e mal volentieri,
Disse; e il gran figlio di Saturno i neri
non aveste crudel. Parmi ancor ieri
ch'io ti porgo. Dividi i tuoi guerrieri
e la nobile Arisba i lor guerrieri,
tutto si veste. E pria di bei schinieri
Di lor tutt'arme accinti i due guerrieri
metterò, se mi tenti, odii sì fieri,
sia ne' conviti, allor che ne' crateri
s'azzuffava. Ciascun che ne' guerrieri
e quell'elmo a tre coni e quei destrieri
a Troe donava; né miglior destrieri
arrestò la veloce Iri i corsieri,
per te non sono della guerra i fieri
alleato, qual sono, i miei guerrieri
i ferrati lor cerri ambo i guerrieri,
corse i d'oro bardati almi destrieri.
di Saturno il gran figlio. Ivi i destrieri
con diletto mirando de' guerrieri
ognun sel vede) acerrimi guerrieri:
sopraggiungere d'Ettore i destrieri,
di cavalli, di cocchi e di guerrieri
dodici velocissimi destrieri
dodici velocissimi destrieri
Gli dormìano dintorno i suoi guerrieri
L'aggiungono anelanti i due guerrieri,
Quei della Caria, ed i Peonii arcieri,
d'Eïonèo, e a lui vid'io destrieri
io né questi né pari altri corsieri