Rime di 'ezza'

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orezza
parchezza
pianezza
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pregnezza
pressezza
prestezza
prodezza
prontezza
purezza
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rammezza
rappezza
rarezza
rattezza
rettezza
riavvezza
ribrezza
ricchezza
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salvezza
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scabrezza
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scarsezza
scavezza
scavezza
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schiettezza
schifezza
schiocchezza
schivezza
sciattezza
sciocchezza
scioltezza
sconcezza
scurezza
sdimezza
secchezza
smortezza
snellezza
sodezza
sordezza
sozzezza
spessezza
spetezza
sporchezza
spulezza
stanchezza
stoltezza
stortezza
stracchezza
stranezza
straniezza
strattezza
stremezza
strettezza
sveltezza
tappezza
tardezza
tersezza
tondezza
tortezza
tostezza
tramezza
tristezza
tronfiezza
turpezza
vaghezza
vaiezza
vanezza
vastezza
vecchiezza
verdezza
vilezza
vispezza
vistezza
vivezza
votezza
vuotezza
abbiettezza
abiettezza
accapezza
accarezza
accavezza
acconcezza
accortezza
acerbezza
acidezza
acutezza
adorezza
adornezza
adustezza
agiatezza
allegrezza
alterezza
altierezza
amarezza
ammarezza
arditezza
argutezza
aridezza
asciuttezza
astrattezza
astutezza
avidezza
briachezza
brillantezza
candidezza
canutezza
cattivezza
cittolezza
comodezza
compattezza
compitezza
compiutezza
completezza
compostezza
concretezza
contentezza
contropezza
cornutezza
correntezza
correttezza
cupidezza
dappochezza
debolezza
dilassezza
dirittezza
disattrezza
disavvezza
discapezza
discretezza
dispostezza
distrettezza
dottorezza
dubitezza
elettezza
esattezza
fanciullezza
fervidezza
fidatezza
fievolezza
finitezza
flaccidezza
floridezza
fondatezza
forbitezza
frigidezza
frivolezza
fulgidezza
gagliardezza
garbatezza
gelidezza
gentilezza
giovanezza
giovinezza
gravidezza
immondezza
impurezza
incavezza
incertezza
incoltezza
inettezza
inframezza
inframmezza
inquietezza
interezza
intermezza
intierezza
intramezza
ispidezza
languidezza
lascivezza
lecitezza
leggerezza
lepidezza
limatezza
limpidezza
liquidezza
lividezza
lontanezza
lucentezza
lucidezza
luridezza
malavvezza
marcatezza
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minimezza
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morbidezza
morvidezza
mutolezza
nefandezza
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orfanezza
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orrendezza
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ostichezza
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paffutezza
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parabrezza
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pargolezza
pesantezza
picciolezza
piccolezza
placidezza
politezza
posatezza
privatezza
profondezza
pulitezza
purgatezza
raccapezza
rancidezza
rapidezza
ribattezza
ricciutezza
rigidezza
ripidezza
ripienezza
ristrettezza
ritondezza
robustezza
rotondezza
rustichezza
ruvidezza
sacciutezza
satollezza
sbiaditezza
sboccatezza
sbracatezza
sbrigliatezza
scaltritezza
scandolezza
scipidezza
scipitezza
scolpitezza
scomodezza
scompostezza
scontentezza
scorrettezza
segretezza
sensatezza
sfacciatezza
sfinitezza
sfrenatezza
sfrontatezza
sgarbatezza
sguaiatezza
sicurezza
smodatezza
snervatezza
soavezza
solidezza
sordidezza
sottigliezza
soverchiezza
sparutezza
speditezza
spettorezza
spietatezza
spigliatezza
splendidezza
spolverezza
spossatezza
squallidezza
squisitezza
stabilezza
stentatezza
sterilezza
stitichezza
stolidezza
storditezza
stringatezza
studiatezza
stupidezza
subitezza
succintezza
sudicezza
svagatezza
svariatezza
svegliatezza
sventatezza
svogliatezza
tenerezza
tepidezza
terrenezza
tiepidezza
timidezza
tiratezza
tisichezza
torbidezza
torpidezza
tostanezza
trepidezza
tumidezza
turbidezza
turgidezza
umidezza
unitezza
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vedovezza
vermigliezza
vibratezza
vigorezza
vivacezza
vividezza
zotichezza
accoratezza
accuratezza
adeguatezza
adequatezza
agevolezza
agghindatezza
aggiustatezza
animatezza
arretratezza
assennatezza
assestatezza
assolutezza
attillatezza
avvedutezza
avventatezza
castigatezza
cedevolezza
colpevolezza
compassatezza
complicatezza
contenutezza
costumatezza
decrepitezza
definitezza
delicatezza
dicevolezza
dileggiatezza
dimestichezza
discipitezza
discontentezza
disonestezza
disparatezza
disparutezza
dissennatezza
dissipatezza
dissolutezza
disunitezza
disviatezza
domestichezza
durevolezza
efferatezza
elevatezza
esquisitezza
festevolezza
forsennatezza
fuggevolezza
gradevolezza
illibatezza
immediatezza
implicitezza
incompiutezza
incompletezza
incompostezza
incorrettezza
indirettezza
indiscretezza
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infingardezza
infinitezza
infondatezza
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insicurezza
insipidezza
intrepidezza
intrinsechezza
intrinsichezza
irrequietezza
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limitatezza
lodevolezza
malaccortezza
manchevolezza
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misuratezza
moderatezza
mutevolezza
naturalezza
nocevolezza
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onoratezza
orrevolezza
ostinatezza
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raffinatezza
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ricercatezza
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rifinitezza
rilassatezza
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risentitezza
riserbatezza
riservatezza
risolutezza
ritenutezza
ritiratezza
salvatichezza
sazievolezza
scambievolezza
scanzonatezza
sceleratezza
scelleratezza
sciaguratezza
scioperatezza
sconfinatezza
sconsigliatezza
sconsolatezza
scorrevolezza
scostumatezza
sdolcinatezza
selvatichezza
separatezza
serbevolezza
sfuggevolezza
sgangheratezza
sgradevolezza
smemoratezza
smisuratezza
smoderatezza
snaturatezza
socievolezza
sostenutezza
spassionatezza
spensieratezza
spiacevolezza
spregevolezza
sprovvedutezza
spudoratezza
sregolatezza
sterminatezza
strampalatezza
strappacavezza
stratofortezza
stucchevolezza
superfortezza
svenevolezza
svergognatezza
svisceratezza
terminatezza
terribilezza
trasandatezza
trascuratezza
trasognatezza
ubbriachezza
ubriachezza
aggradevolezza
amichevolezza
amorevolezza
antistitichezza
arrendevolezza
autorevolezza
cagionevolezza
confortevolezza
consapevolezza
consideratezza
convenevolezza
determinatezza
disagevolezza
disamoratezza
disapplicatezza
disavvedutezza
disciplinatezza
disdicevolezza
disgustevolezza
dispiacevolezza
distemperatezza
effeminatezza
effemminatezza
elaboratezza
illimitatezza
immacolatezza
immoderatezza
inadeguatezza
inavvedutezza
incolpevolezza
indefinitezza
indelicatezza
innaturalezza
insocievolezza
irresolutezza
irrisolutezza
malacontentezza
malagevolezza
maneggevolezza
miserevolezza
morigeratezza
onorevolezza
ragguardevolezza
ragionevolezza
riguardevolezza
rimuneratezza
sconclusionatezza
sconsideratezza
sconvenevolezza
sdrucciolevolezza
sofisticatezza
spaventevolezza
spericolatezza
spregiudicatezza
ubriacatezza
vicendevolezza
disamorevolezza
disappassionatezza
disinteressatezza
inarrendevolezza
inconsapevolezza
inconsideratezza
incontaminatezza
indeterminatezza
indisciplinatezza
insubordinatezza
irragionevolezza
addomestichevolezza

500 endecasillabi classici rimano con ezza:
gioventù, leggiadria, grazia o bellezza. -
Non cura alcun di loro e non apprezza
scontar con mille affanni una dolcezza.
rimembrar giamai deggio altra bellezza,
del mio costante amor l'alta fermezza,
e comincia lodar tanta bellezza.
poi s'accosta, il saluta e l'accarezza
Or in tanta superbia ed alterezza
E chi non sa ch'altro non è bellezza
Gli manca poi quelche vie più s'apprezza:
da tal varietà nasce bellezza.
Natura sol per variar s'apprezza,
che di tua propria e natural bellezza,
pompa di servi e d'abiti ricchezza.
ten'andrai pien d'una sprezzata asprezza.
Sotto la finta imagine e bellezza
Nulla dico a macchiar la limpidezza
Dal mirarmi più spesso, allor certezza
Turbar la vidi e vidila gran pezza
Con queste note al'unica bellezza
conquistar del bel volto avea vaghezza
l'infinita ineffabile bellezza.
vero e la vera mia somma ricchezza
l'arco ingrato ministro a terra spezza,
alo sparir di quell'alta bellezza
pien di disdegno Orgonte e di fierezza
può, chi la propria madre anco disprezza.
che di ragione ogni ritegno spezza;
natura, amor, desire e tenerezza.
di magnanima donna alta bellezza.
Ma ciò più molto avien qualor si sprezza
tant'onor, tant'amor, tanta bellezza.
che con cambio ingratissimo disprezza
e non più tosto pien d'alta vaghezza
che di divina ed immortal bellezza
O temi forse tu che tanta asprezza
forma di serpe al'immortal bellezza
Videla apunto allor che per vaghezza
lusinghevole il lecca e l'accarezza.
ambizioso pur di sua bellezza,
Adon la strana e barbara ricchezza.
e conoscono ancor ciò ch'è bellezza,
ch'anco fra i rozzi tronchi amor s'apprezza.
cortesia pur non regni e gentilezza.
è la terrena esterior bellezza.
ma'l più s'asconde e'l men che'n lei s'apprezza
ma la corona ancor dela bellezza.
non pur dela real gloria e grandezza,
qui ne vedi l'essenza e la pienezza.
S'udito hai nominar giamai bellezza,
tutta benignità, tutta è dolcezza.
sappi ancor che risponde ala bellezza.
grande veracemente è la chiarezza,
danneggiar non potrà tanta grandezza,
non teme i venti e i fulmini disprezza;
fia tale e tanta la sublime altezza,
Mostrava Adon desio d'aver contezza
di quella maestà che'l tutto sprezza
che le sfere non han tanta dolcezza.
come fa nel mio cor la tua bellezza.
sempre maggiore acquisterà fermezza,
con doppia luce e con maggior bellezza
Così quello splendor, quella finezza,
Le perle, perché son d'egual bianchezza,
uom non atto ad amar, disama e sprezza
incapace del'ultima dolcezza
Spesso la curva e debile vecchiezza,
quivi colui che l'universo sprezza
o pur che vinto alfin dala stanchezza
O fusse degli odor l'alta dolcezza,
o ricetti d'orrore e di fierezza,
e col dente ferisce e la disprezza?
rapita, oimé, mi sia tanta bellezza,
posseduta da molti è vil ricchezza.
perché vulgare e prodiga bellezza
di rapir la veduta alta bellezza.
gli prestò l'ali e gli destò vaghezza
Ma seben or t'adula e t'accarezza
senon perché sua natural bruttezza
che dannosa le fu tanta bellezza.
n'andrà lunga stagion di sua sciocchezza;
del grado altier di sì sublime altezza,
la tribulata e misera bellezza,
può di gloria ottener vera fortezza.
dove provar si suol nostra finezza;
di starsi ivi a diletto abbia vaghezza
abbandonar non sa tanta bellezza;
che tutto leggiadria spira e dolcezza;
accresce quel disordine bellezza.
quanto al bel crin, ch'ogni ornamento sprezza,
ragion la madre ha ben se l'accarezza.
onde, scorgendo in lui tanta bellezza,
ch'ogni cor vince, ogni riparo spezza,
a quell'incomparabile bellezza,
atta a mollir del Caucaso l'asprezza,
fuor del cui bel difforme è la bellezza.
senza cui nulla val regno o ricchezza,
Vener, ch'è madre e dea dela bellezza,
Né sé cotanto Pallade disprezza,
Giunon superba è sì di sua grandezza,
qualunque di diamante aspra durezza. -
impari ognun dala mia man, che spezza
altrettanto valor quant'ha bellezza,
quasi indegne di lui, disdegna e sprezza.
ed a prove aspirar d'alta prodezza.
e sparso d'amarissima dolcezza
le rasciuga i begli occhi e l'accarezza.
con l'altrui vita inun la tua bellezza.
la zanna ch'oscurò tanta bellezza,
contro que' duri sassi a terra spezza.
per te mia deitate il ciel disprezza,
di quanta ho colassù gloria e grandezza;
celeste è ancor la tua somma bellezza.
di nascondere in sen tanta bellezza.
M'ascolta forse, e più che mai mi sprezza,
ch'addita con insolita allegrezza
Strana miseria mia, dala bellezza,
più famoso tra gli altri il mondo apprezza,
ch'eri ben possessor d'altra ricchezza.
mercé di quella estinta alta bellezza,
di crin dorato e d'una tal bellezza
che nel'aria feroce avea dolcezza.
avinchiati così stetter gran pezza,
cominciaro a mostrar forza e destrezza.
l'altro è leggier, ma di minor fortezza,
e di qualunque alpar di te s'apprezza
degno di posseder quella bellezza. -
e'l secondo di mezzo il tronco ei spezza;
Vener, che molto il suo fedele apprezza,
d'un fornimento pien d'alta ricchezza,
gemma di quella indomita durezza
cui né foco disfà né ferro spezza.
questa destra virile aborre e sprezza.
piacemi vagheggiar di mia bellezza;
Sorte volle adoprar la sua fierezza;
Mi pose in risse, m'involò ricchezza:
Servo mi fe' d'una crudel bellezza.
Di Xanto, e d'Ida la selvosa altezza,
Al mortal guardo l'immortal bellezza;
Ed anco in van scettro real si prezza;
Ma tra rischi di morte oprar fortezza,
Le forze umane e le divine ei sprezza.
Potran mirar di noi l'egra vecchiezza
Non crescerà, non doppierà fortezza
Lasciò di disïabile ricchezza;
Immensa dote a la costei bellezza.
Il pregio singolar di tua bellezza,
Mise in cotanto ardor mia giovinezza
Ora che d'oro, e che di fral ricchezza
Essempio dan di sanguinosa asprezza.
Nel risco fier, de la natìa fortezza,
Per adescar la feminil vaghezza:
Ottoman per ornar la tua bellezza,
Contrastare a la barbara vaghezza
Dunque sul primo fior di giovinezza
Mirate ben, che singolar bellezza
Serva fia d'ogni barbara vaghezza,
Quivi nobile ardir di giovinezza
Sentendo disprezzar la sua bellezza,
Vendicarsi di lui, che la disprezza,
Alme, che peregrine ebber vaghezza
Nè governar città; mio cor non prezza
Se mercè mi si dee, cheggio bellezza,
Sotto l'insegne, e d'Ottoman l'altezza
Gran miracol parrà, s'oggi disprezza
Pur di lasciarsi amar tua giovinezza.
Tu non a me sul fin di mia vecchiezza
Sul tuo più vago fior di giovinezza
Qual ti farà chiamar la tua grandezza?
Sempre varj il lavoro e la ricchezza.
Ribocca la fragrante alma dolcezza.
Varj sono il lavoro e la ricchezza.
Ribocca la fragrante alma dolcezza.
Sparse di raggi d'oro ampia ricchezza,
Detto m'è stato di tua gentilezza,
Amor mio, venuto m'è vaghezza
Santa corona, non vi sia gravezza
impari ognun dala mia man, che spezza
qualunque di diamante aspra durezza. -
Né sé cotanto Pallade disprezza,
Vener, ch'è madre e dea dela bellezza,
senza cui nulla val regno o ricchezza,
atta a mollir del Caucaso l'asprezza,
ch'ogni cor vince, ogni riparo spezza,
onde, scorgendo in lui tanta bellezza,
ragion la madre ha ben se l'accarezza.
accresce quel disordine bellezza.
che tutto leggiadria spira e dolcezza;
abbandonar non sa tanta bellezza;
di starsi ivi a diletto abbia vaghezza
dove provar si suol nostra finezza;
può di gloria ottener vera fortezza.
la tribulata e misera bellezza,
che dannosa le fu tanta bellezza.
senon perché sua natural bruttezza
Ma seben or t'adula e t'accarezza
gli prestò l'ali e gli destò vaghezza
di rapir la veduta alta bellezza.
perché vulgare e prodiga bellezza
posseduta da molti è vil ricchezza.
rapita, oimé, mi sia tanta bellezza,
quivi colui che l'universo sprezza
Spesso la curva e debile vecchiezza,
uom non atto ad amar, disama e sprezza
Così quello splendor, quella finezza,
con doppia luce e con maggior bellezza
sempre maggiore acquisterà fermezza,
come fa nel mio cor la tua bellezza.
che le sfere non han tanta dolcezza.
di quella maestà che'l tutto sprezza
Mostrava Adon desio d'aver contezza
fia tale e tanta la sublime altezza,
danneggiar non potrà tanta grandezza,
grande veracemente è la chiarezza,
sappi ancor che risponde ala bellezza.
tutta benignità, tutta è dolcezza.
qui ne vedi l'essenza e la pienezza.
non pur dela real gloria e grandezza,
ma la corona ancor dela bellezza.
cortesia pur non regni e gentilezza.
Adon la strana e barbara ricchezza.
ambizioso pur di sua bellezza,
lusinghevole il lecca e l'accarezza.
forma di serpe al'immortal bellezza
che di divina ed immortal bellezza
che con cambio ingratissimo disprezza
tant'onor, tant'amor, tanta bellezza.
di magnanima donna alta bellezza.
natura, amor, desire e tenerezza.
che di ragione ogni ritegno spezza;
pien di disdegno Orgonte e di fierezza
alo sparir di quell'alta bellezza
vero e la vera mia somma ricchezza
conquistar del bel volto avea vaghezza
Con queste note al'unica bellezza
Turbar la vidi e vidila gran pezza
Dal mirarmi più spesso, allor certezza
Nulla dico a macchiar la limpidezza
Sotto la finta imagine e bellezza
pompa di servi e d'abiti ricchezza.
che di tua propria e natural bellezza,
Natura sol per variar s'apprezza,
da tal varietà nasce bellezza.
Or in tanta superbia ed alterezza
poi s'accosta, il saluta e l'accarezza
del mio costante amor l'alta fermezza,
Non cura alcun di loro e non apprezza
altrettanto valor quant'ha bellezza,
ed a prove aspirar d'alta prodezza.
la zanna ch'oscurò tanta bellezza,
contro que' duri sassi a terra spezza.
per te mia deitate il ciel disprezza,
celeste è ancor la tua somma bellezza.
di nascondere in sen tanta bellezza.
ch'addita con insolita allegrezza
Strana miseria mia, dala bellezza,
mercé di quella estinta alta bellezza,
di crin dorato e d'una tal bellezza
che nel'aria feroce avea dolcezza.
avinchiati così stetter gran pezza,
degno di posseder quella bellezza. -
gemma di quella indomita durezza
cui né foco disfà né ferro spezza.
questa destra virile aborre e sprezza.
piacemi vagheggiar di mia bellezza;
Dove profondità, lunghezza, ampiezza
Ah! che la tua bontà, la tua grandezza
In me rigermogliar quella grandezza
Due là vestite di natìa bellezza
Mio cangiamento, di cotant'altezza
Le oltramondane cose e aver contezza
Paragon ritrovar che a tanta altezza
Il dolore, il livor, e a tanta altezza
Bramosi d'accoppiar la lor purezza
Il periglio verrà. Di tua fermezza
Di sua malvagità, di sua fierezza
Conoscer volle? Aver del ben contezza
Se i vietati piaceri han tal dolcezza,
mentre che son nel fior di giovinezza,
che mai debba finir la lor bellezza,
ma come l’altra cose te lo ammezza,
alla madre di quello in giovinezza;
però tien quel villan di gentilezza.
partecipar d’alcuna gentilezza,
né onore, né virtù ama, né prezza,
che mai si può arrimorbidar sua asprezza,
Per certo fa chi e’ suoi figliuoli apprezza.
Donna in Salerno di sovran bellezza
Come la fama a noi ci dà contezza.
in be’ costumi con gran gentilezza
così seguì nella sua giovinezza.
Che bella cosa è pur la giovinezza!
Che maladetta sia tanta vecchiezza!
non si confà la sua bellezza
Se nessun buon boccon in giovinezza
che non guardasti a tanta gentilezza,
al fragile mio corpo, a mia vecchiezza:
Io non potrei negar quanta vaghezza
sarebbe ogni altro; o narrar la bellezza
Neve verno non dà de tal bianchezza,
Perso ho già Orlando per la mia durezza
Che maledetta sia tanta bellezza!
Sola cagione della mia alterezza,
Di forza, di valor, di gentilezza,
Di continenza in ogni tua grandezza,
Nimica di virtù et di gentilezza.
Non m'esser crudo, se in te gentilezza
Poichè t' ha dato il ciel tanta bellezza,
Se ti conduchi el cielo in grande altezza,
Qual tygre isnella con molta prestezza;
Cui disse il nano : « O sir, per gentilezza,
So che se tu vedrai sua diva altezza,
Le sia havendo in se tanta bellezza
Et che nel core lo disama et sprezza,
Et quel gigante senza gentilezza
Haveva a quel villan data fortezza
Senza il discorso, senza gentilezza,
Però il detto del duca non apprezza
Lodandolo di sua tanta fortezza,
Dentro el cor amorosa tenerezza,
Nemica di virtà, di gentilezza,
El palazzo, v' entrò con gran prestezza
Mosso a ciò dal dover, da tenerezza,
Dentro la camera, onde con tristezza
Finch' è il thesor ascoso non se apprezza
Non mostra chiara altrui la sua vaghezza,
Nè molto s'ama non vista bellezza,
Le 'l volea dar in sposo, ella il disprezza,
Cagion che 'l sir divenne in grande asprezza.
Ma quel Guerin, che infra i Greci s'apprezza,
Et Finidaro e i suoi figlioli sprezza,
Et Doralice mostra gentilezza
Non vede, bene è privo di dolcezza
Divenne in tanta et sì estrema bellezza
Ch'eran congiunte con la gentilezza
Et viste l'armi, che d'una bellezza
Havea l'imperador di gentilezza
bella spirante pastoral mondezza,
raccontando mi sfugge. La stanchezza,
rispondono le valli; e nell'ebbrezza
van le memorie d'ogni ria tristezza.
sia nemico, od amico: l'allegrezza
generosa di belle alme fralezza,
tace, e la punta del suo dardo spezza;
beve, ignota al profano, alma dolcezza;
all'orgoglio de' re, cui tua saggezza
fa cor! Quel Dio che abbatte ogni grandezza,
il castigo d'Europa e la salvezza.
Raggiar più bella l'immortal bellezza;
Se non tormenti guai e gran tristezza?
Rispuose Brito:- Ha' tu tanta mattezza
Intendo di provar mia giovinezza
Ed e' si fo 'dirato e con fierezza
Lo ’mperadore, ch’avea gran vaghezza
che la reina ha’ messa in tal fortezza;
ch’ella vuol prender la romana altezza;
la piú fiorita che sia di prodezza,
fu tal, che a dire mi sare’ gravezza.
si maraviglian della sua bellezza,
al suo palagio, ché ne avea vaghezza;
di che a lo ’mperador fu gran dolcezza:
in Oriente andâr con allegrezza.
si féro incarcerar con molta asprezza,
forma avea di giogante, sua grandezza
quindici braccia e quattro di grossezza,
prestami grazia con tanta fortezza,
si dilettava della suo bellezza.
disse: — Amor mio, venuto m’è vaghezza
che sia più in grado alla reale altezza,
ma che di sorte egual ciascuno apprezza.
fosse in altrui la debile vecchiezza,
l'accorto Seguran che non disprezza
quella giovine età nell'arme avvezza.
co' gravosi suo' incarchi la vecchiezza
che 'l dispogliasse ancor d'ogni fortezza;
il giovine Escanor che non l'apprezza,
e del padre sapea l'alta prodezza,
come il merito appar, molto l'apprezza,
Né vi sembri di cor lodata altezza
ch'a i più saggi parrà cruda fierezza,
Qual fia padre già mai di tale asprezza
e con lode immortal larga ricchezza,
e tutto il sommo ben che 'l mondo apprezza.
Ma il troppo tuo valor, la troppa altezza
per furarmi dal mondo ogni dolcezza,
ma con quel cor, che sol piacerti apprezza,
Indi aggiunto alto senno alla fortezza,
nel crudo vincitor l'empia durezza
in cui di vendicar l'usata asprezza
questa canuta e debile vecchiezza;
pur attendeva un dì pace e dolcezza;
l'ultima nostra speme e la ricchezza;
L'altro un'anfora d'or di giusta altezza
per dar conforto alla dogliosa asprezza
L'orgoglioso guerrier, ch'ogn'altro sprezza,
sembiava carca ne la sua magrezza,
questa mi porse tanto di gravezza
ch'io perdei la speranza de l'altezza.
ch'io mi trassi oltre per aver contezza
Esso parlava ancor de la larghezza
per condurre ad onor lor giovinezza.
già di bere a Forlì con men secchezza,
Ma come fa chi guarda e poi s'apprezza
che più parea di me aver contezza.
l'aura di maggio movesi e olezza,
tal mi senti' un vento dar per mezza
che fé sentir d'ambrosïa l'orezza.
e sì com' uom che suo parlar non spezza,
«Lo maggior don che Dio per sua larghezza
più conformato, e quel ch'e' più apprezza,
voi mi date a parlar tutta baldezza;
Per tanti rivi s'empie d'allegrezza
perché può sostener che non si spezza.
mente danzando, de la sua ricchezza
Di quella ch'io notai di più carezza
che nullo vi lasciò di più chiarezza;
«Inclita vita per cui la larghezza
fa risonar la spene in questa altezza:
de l'universo; per che mia ebbrezza
Oh gioia! oh ineffabile allegrezza!
oh sanza brama sicura ricchezza!
segue l'affetto, d'amar la dolcezza
Vedi l'eccelso omai e la larghezza
speculi fatti s'ha in che si spezza,
sì grande lume, quanta è la larghezza
La vista mia ne l'ampio e ne l'altezza
il quanto e 'l quale di quella allegrezza.
più si somiglia, ché la sua chiarezza
Io vidi sopra lei tanta allegrezza
create a trasvolar per quella altezza,
Stupor, timor, letizia, tenerezza
Tale aggiunge l'artefice vaghezza
Enea, cui la paterna tenerezza
sí doglioso rammarco: e con dolcezza
medesmi o per pietate, o per vaghezza
e che quando per duolo e per lassezza
di gente, cui traea parte vaghezza
da maggior ira, e l'altro da stanchezza
superati i disagi e la durezza
che già d'anni matura, e di bellezza
e 'n sembianza di campo e di fortezza
il nostro amico aspetto. Arra e certezza
per onor dei mio nume, per salvezza
orrida gente, per le selve avvezza
gran condottiera, e ne le guerre avvezza.
d'arte, di sperïenza e di prestezza,
Prendean de l'alto i legni in tanta altezza,
per fede a tutto ciò che la grandezza
t'ho per trastullo de la mia vecchiezza
Era una torre di sublime altezza
La gioventú ne le fatiche avvezza,
ne fa picca e pungetto. A noi vecchiezza
ché la tua fé, cred'io, la tua fortezza
Troiani amici. Era a la mia vecchiezza
codardo, anzi che no. La sua chiarezza
Che badi? Ov'è la tua tanta prodezza?
o ch'amor di giumente, o che vaghezza
lasciando, a lui si volse o per vaghezza
scintillavano ardor, grazia e fierezza,
che di candor la neve, e di prestezza
per onor de' Latini, per grandezza
e consenti che l'ira e l'acerbezza
che mi ti mostri, io de la tua fierezza,
né d'arme né d'onor né di fortezza;
ch'usava in l'altrui bene sua destrezza;
andò la fede nostra in somma altezza;
E se risponde mai cotal bellezza
(o pensier dolce piú de la dolcezza!),
ma del suo spirto, vola in tal prestezza
di soperstizia colmo e di mattezza,
e piú di te non so qual Bovo apprezza,
sacrificante spesso, con destrezza
Io te chiamo, in te spero; e in quella altezza
né meno il vanto di pietà si prezza
Non ci aspetta egli e non ci teme, e sprezza
ma feri li farà la tua fierezza
sí questa mano, e in guisa ella si sprezza,
a provocar in me la tua fierezza?'
che le piastre e le maglie insieme spezza,
giungendo a loco omai di sicurezza.
corre il mar procelloso e l'onde sprezza,
o su i fallaci scogli un fianco spezza;
l'etate omai cadente a la vecchiezza,
nel partir diemmi con regale ampiezza,
ne la patria ridurmi ebbi vaghezza,
rimase, segue pur chi fugge e sprezza;
rifiutato per sé di sua bellezza.
quel gelo intoppo e quella alpina asprezza;
ch'a ciò nobil m'invoglia alta vaghezza,
ché d'alcun'opra nostra hai pur contezza,
Qual gran sasso talor, ch'o la vecchiezza
ruinoso dirupa, e porta e spezza
tal giú traea da la sublime altezza
Ma, non ben pago di cotanta altezza,
Quindi gente ei traea che morte sprezza,
di bere a prova in caldi alberghi avvezza,
a que' popoli alpestri, e 'n quella altezza
del ciel la destra i cedri atterra e spezza.
Ma se tanto il tuo re la pace apprezza,
però che tal da noi s'abborre e sprezza